Prestiti facili a tasso negativo: cosa sono, quali scegliere, caratteristiche

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Si può chiedere un prestito e rimborsare una somma inferiore a quella ottenuta?

Sì, con i prestiti facili a tasso negativo.

Ma cosa sono e, soprattutto, come ottenerli? Domande che si fanno in molti, ai quali daremo di seguito tutte  le risposte su questa tipologia di prestiti ‘sui generis’.

Prestiti facili a tasso negativo, cosa sono?

Sembra incredibile che il rimborso di un prestito non solo non costi nulla se è a tasso zero o infruttifero, ma addirittura possa essere restituito con meno denaro di quello prestato.

Eppure questi prestiti esistono e si definiscono finanziamenti a tasso negativo perché il Taeg, il tasso annuo effettivo globale che rappresenta l’interesse lordo del finanziamento, inclusivo di spese e costi accessori, si attesta sotto lo zero, in genere fra -0,5 e -1,5 per cento.

Come nascono e chi li eroga?

A introdurre in Italia i prestiti a tasso negativo, sotto forma di offerte promozionali, è stata la compagnia finanziaria Younited Credit che ha sfruttato per il lancio dell’offerta la piattaforma online di Facile.it.

Il debutto di questa forma di finanziamento è partito da una soglia molto bassa, proponendo un prestito di 1000 euro in 24 mesi, con una spesa totale da restituire di 991,60 euro.

Il concetto è estendibile anche ad importi più alti, anzi la convenienza aumenta proprio all’aumentare della somma di denaro richiesta.

Per esempio, un prestito di 5000 euro restituibili in un anno con Taeg di -2% comporta la restituzione di 4900 euro al termine dei dodici mesi, con uno sconto di 100 euro rispetto a un finanziamento a tasso zero.

Quanto convengono?

Detta così, sembrerebbe inconfutabile la convenienza di questi prestiti che fanno guadagnare chi li stipula, ma c’è da considerare anche altri aspetti che potrebbero evidenziare degli svantaggi e far preferire i finanziamenti tradizionali.

Intanto, l’importo richiedibile con questa tipologia di prestiti è molto basso, dal momento che nessun istituto di credito accetta il rischio di ‘inceppamenti’ del piano di rimborso e si tiene, quindi, al coperto dall’eventuale insolvenza del debitore.

I piani di ammortamento, poi, sono molto corti, uno o al massimo due anni, il che potrebbe influenzare l’importo della rata tendente al rialzo, un fattore che potrebbe rivelarsi problematico per le fasce più deboli e precarie.

Infine, si registra in quest’ambito una spiccata ‘pignoleria’ da parte del prestatore nella richiesta di garanzie, in particolare legate al reddito subordinato a un’entrata fissa, cosa che può essere comprensibile per l’accensione di un mutuo immobiliare, ma molto meno nel caso di piccoli prestiti personali non finalizzati a breve termine, come quelli a tasso negativo.

Tutti vincoli che, a conti fatti, potrebbero rappresentare un deterrente e rendere questi finanziamenti non alla portata di tutti.

Chi può chiederli

I prestiti a tasso negativo possono essere accordati non a tutti indistintamente, ma a chi è in possesso di determinati requisiti di natura soprattutto reddituale.

Rientrano nelle fasce finanziabili con questo genere di prestiti i lavoratori dipendenti nel settore pubblico o privato, gli autonomi, i liberi professionisti, ma anche i pensionati o altri soggetti più precari, ma pur sempre in grado di fornire un reddito dimostrabile.

Bisogna, inoltre, essere maggiorenni e disporre di un conto corrente postale o bancario.

Ne sono esclusi, invece, i cattivi pagatori e i protestati.

Modalità e tempistiche

Se vi riconoscete in questa casistica e anche voi, come tanti, avete intenzione di sperimentare i vantaggi di un prestito a tasso negativo potete richiederlo su Facile.it motivandolo anche solo con la voce ‘liquidità‘ selezionabile dal menu a tendina.

Una volta compilato il form che apparirà sulla schermata, potete richiedere la somma e attendere le tempistiche di elaborazione della pratica online che, comunque, sono rapide al pari dei comuni prestiti veloci.

Infatti, nel caso il prestito venga accordato, l’istruttoria si conclude materialmente nell’arco di 24-48 ore con l’accredito diretto del finanziamento sul conto corrente, di cui il titolare ha fornito gli estremi nella fase preliminare della domanda.

Vantaggi e ‘controindicazioni’

Il vantaggio di questa soluzione finanziaria (manco a dirlo) sta nel pagare di meno di quanto si incassi.

Non solo, infatti, si restituisce la somma netta percepita, senza aggiunta di interessi, ma addirittura il piano di rimborso diluito in uno o due anni, prevede la corresponsione da parte del debitore di un importo più basso di quello intascato.

Ovvio che a guadagnarci è, in primo luogo, il consumatore, anche se vi sono, comunque, delle palesi controindicazioni consistenti soprattutto nell’occasionalità di questi prestiti che, più che veri e propri finanziamenti radicati nel tessuto creditizio, sono dei prodotti finanziari proposti sotto forma di offerte rientranti nel marketplace del prestatore come soluzioni promozionali saltuarie, da cogliere al volo.

Inoltre, non bisogna dimenticare che siamo di fronte a un’opzione proposta in via del tutto sperimentale, per quanto ghiotta e appetibile per i ‘palati’ più invogliati da un assaggio di cash, che non vogliono rischiare di doversi ritrovare a pagare tassi usurari, per quanto la modica entità del prestito in oggetto renda alquanto remota questa evenienza.

Differenze dagli altri prestiti

La differenza tra i finanziamenti a tasso negativo e i comuni prestiti al consumo è che i primi sono una piccola risorsa di liquidità da spendere liberamente, senza doverne dichiarare la destinazione, un po’ come i micro prestiti in 24 ore.

Altre distinzioni si possono ravvisare nel confronto con i prestiti a tasso zero, con i quali si tendono spesso a confondere erroneamente.

Mentre i prestiti a tasso zero sono quelli che prevedono il rimborso della somma prestata, senza alcuna aggiunta di interessi, quelli a tasso negativo vanno oltre, in quanto richiedono un rimborso più leggero, che non equivale all’importo ottenuto, ma addirittura a una somma più bassa di quella incassata.

Tan e Taeg…più o meno

Ciò che differenzia il prestito a tasso negativo dall’omologo a tasso zero è il segno meno che connota la percentuale del Taeg, il tasso annuo effettivo globale.

Quel ‘meno’ è la chiave di volta per comprendere l’essenza del prestito a tasso negativo, restituibile con un esborso minore rispetto a quanto si è avuto.

A differenza del Taeg, sul Tan resta il segno più, che consiste nella quantificazione di interessi minimi (al massimo il 3%) che, comunque, bilanciato con il tasso annuo effettivo globale non alza la posta ma fa, comunque, risparmiare il contraente, grazie allo sconto sull’importo iniziale.

Sembrerebbe un ‘magheggio’ finanziario, ma non lo è.

Non c’è trucco, non c’è inganno, la promozione funziona proprio così e chi aderisce risparmia davvero nel piano di rimborso del mini prestito.

Resta solo qualche perplessità sulla percentuale negativa del Taeg, che in realtà dovrebbe registrare un segno più.

Come fa, allora, a scendere al di sotto dello zero?

L’agevolazione prende corpo per effetto delle strategie finanziarie, note con la sigla Tltro (Targeted Longer-Term Refinancing Operations) messe in campo dalla Bce per incentivare gli istituti di credito a favorire l’accesso al credito appannaggio di famiglie e Pmi.

Tali operazioni si concretizzano mediante aste lanciate a intervalli annuali, di cui si attende un altro round a breve.

Tutto merito del cashback

Si aggiunga che il prestatore, nella fattispecie la piattaforma di social lending Younited Credit applica al prestito un cashback.

Di che parliamo, nello specifico?

Il cashback consiste nella cessione immediata sul conto del richiedente di una somma pari a 28,28 euro, una sorta di ‘bonus‘ che abbatte la percentuale del Taeg e fa sì che il contraente debba pagare meno di quanto ottiene, dovendo restituire alla fine dei giochi la somma di 991,60 euro a fronte dei mille percepiti.

In conclusione…

Per finire, non si può non riconoscere a questa particolare forma di mini prestito, per saltuario e sperimentale che sia, un forte appeal sul consumatore medio.

Chi non sarebbe tentato dal richiedere un piccolo finanziamento che dovrà restituire nel giro di uno o due anni pagando di meno di quanto ha avuto in prestito?

Il limite è rappresentato dall’importo che, per ora, è fermo sui mille euro.

Certo è che si va poco lontano con una somma così esigua, ma se si ha bisogno di importi più sostanziosi il mercato finanziario propone soluzioni ben più mirate e personalizzabili, che aprono l’accesso a un credito di ‘taglia forte’.

Ecco perché, prima di scegliere e, magari, farsi ammaliare da proposte allettanti come quelle del prestito a tasso negativo, si consiglia di immergersi nella materia per un’infarinatura almeno di base sui prodotti finanziari che possono fare al caso vostro.

Non vi sarà difficile individuare i prestiti più convenienti per realizzare i vostri desideri, fare acquisti o affrontare situazioni emergenziali che richiedono l’apporto di liquidità fresca, con o senza tasso negativo.