Prestiti facili per anziani con pensione di invalidità: cosa sono, come funzionano, esempi di rate

Indice dei contenuti

Sei anziano. E percepisci la pensione di invalidità. Hai bisogno di un prestito e anche entro termini brevi. Che fare? E’ possibile ottenerlo? O mi vedrò tutte le porte sbattute in faccia? Prima di tutto, non devi preoccuparti troppo. Farsi domande è normale e anche salutare ma non eccessivamente. La prima cosa che potrai fare è informarti andando per esempio sul web o farti aiutare da un consulente.

Quando si percepisce una pensione è possibile richiedere un finanziamento. La scelta più consigliata è quella di rivolgersi al prestito con cessione del quinto della pensione. Dunque si andrà a trattenere direttamente dalla pensione massimo un quinto del suo importo che andrà a costituire appunto la rata mensile.

Ma tutto ciò è possibile anche con la pensione di invalidità? In realtà, come specifica anche l’INPS sul suo sito, la pensione di invalidità non è cedibile. Colui che è interessato al prestito dunque dovrà contare su altre garanzie di reddito per poter richiedere un prestito, tenendo conto anche che, in base alla sua età, gli istituti di credito potrebbero decidere se dare o meno l’ok alla richiesta. Ad esempio potrebbe offrire come garanzia la pensione di vecchiaia.

In linea generale, i prestiti si possono richiedere fino a 75 anni di età. Ma alcuni istituti di credito possono arrivare anche agli 85 anni. Dipenderà sempre da una serie di fattori e, soprattutto, dalle garanzie e dall’assicurazione sottoscritta.

Pensione di invalidità: cos’è

La pensione di invalidità è un contributo economico destinato ai mutilati e agli invalidi civili al 100% che hanno un’età compresa tra i 18 e i 67 anni.

Potrà essere richiesta o andando sul sito dell’INPS nell’area dedicata (e con le credenziali SPID o con PIN INPS) oppure chiamando il contact center al numero 803 164 da rete fissa e gratuitamente. L’importo della pensione di invalidità è di circa 290 euro circa mensili (ogni anno poi varia di poco l’importo erogato), sia per coloro che sono invalidi totali sia per gli invalidi parziali. Verrà erogato per 13 mensilità.

Per percepire la pensione di invalidità bisogna avere anche certi requisiti reddituali. Il limite massimo di reddito è, per ora, di 16.982, 49 euro. Dai 68 anni in poi la pensione di invalidità si trasforma in “assegno sociale sostitutivo dell’invalidità civile”.

La pensione di invalidità è compatibile con l’attività lavorativa, purché non vengano superati i limiti reddituali previsti. Inoltre è anche compatibile con altre indennità assistenziali (non devono però riferirsi alla stessa patologia).

La pensione di invalidità come garanzia: è possibile?

Abbiamo visto che l’importo della pensione di invalidità non è molto alto. Quindi, a parte il fatto che per sua natura non è cedibile, ma poi anche per l’esiguità, è molto difficile se non impossibile utilizzarla come garanzia per richiedere un prestito.

Ci sarà bisogno di altre garanzie. Abbiamo visto che gli invalidi civili possono, se possibile, svolgere attività lavorativa quindi potrebbero offrire come garanzia il loro stipendio o pensione.

Oppure, se si è proprietari di immobile, si potrebbe tentare la strada del prestito ipotecario. La casa così fungerebbe da garanzia della restituzione della somma prestata.

Prestiti INPDAP per anziani pensionati

Se pensionati INPS, gli anziani interessati a richiedere un prestito, possono rivolgersi ai prestiti INPS ex INPDAP. Sono delle forme agevolate di prestito destinate a coloro che lavorano o hanno lavorato presso pubbliche amministrazioni.

Dunque coloro che lavorano come dipendenti privati, pur potendo contare su una busta paga fissa o su una pensione, non potranno accedervi.

Questi prestiti vengono ancora chiamati INPDAP perchè venivano inizialmente erogati dall’INPDAP che però, essendo stato soppresso nel 2011, ha trasferito le sue mansioni e funzioni all’INPS.

I prestiti INPDAP possono essere richiesti ed erogati direttamente dall’INPS oppure da banche e finanziarie convenzionate con l’INPS (vedi Compass, Intesa Sanpaolo, Agos, Unicredit).

Le tipologie dei prestiti INPDAP

Il pensionato potrà scegliere tra i piccoli prestiti che hanno una durata che va da 1 a 4 anni con rate che vanno da un minimo di 12 ad un massimo di 48 mensilità. Gli importi richiedibili non dovranno essere molto alti e non richiederanno giustificazione di alcun tipo.

Dunque, nella maggior parte dei casi, sono una buona soluzione per i pensionati invalidi che hanno bisogno di liquidità per affrontare vari tipi di spesa.

Se invece c’è necessità di cifre più elevate per affrontare spese ben determinate (matrimonio figlio, acquisto prima casa per i figli, cure mediche), ci si potrà rivolgere ai prestiti pluriennali diretti che hanno durata quinquennale (da suddividere in 60 rate mensili) o decennale (con rate da 120 mensilità).

In questo caso, bisognerà non solo presentare/allagare la documentazione di spesa ma anche un certificato medico che attesti la buona salute del richiedente. Dovrà essere rilasciato da un medico autorizzato almeno 45 giorni prima della presentazione della richiesta.

I tassi di interesse convenienti

I tassi di interesse dei prestiti INPDAP sono tra i più convenienti tra tutti. Sono poi fissi così da rimanere uguali per tutta la durata della restituzione del finanziamento.

Per quanto riguarda i piccoli prestiti, il TAN è del 4,25% mentre per i prestiti pluriennali è del 3,50%. Ad entrambi si andrà ad aggiungere lo 0,50% delle spese di amministrazione e della quota premio Fondo rischi.

Se invece si decide di optare per i prestiti INPDAP erogati da banche, i tassi di interesse cambieranno da un istituto di credito all’altro e si parlerà di prestiti INPDAP pluriennali garantiti (cioè l’INPS farà da Garante).

Esempio prestito

Al pensionato che ricorre al prestito INPDAP erogato da banche, verrà proposto di sottoscrivere un contratto di cessione del quinto della pensione. Se dunque percepisce una pensione di 1000 euro al mese, la rata sarà di circa 200 euro mensili per tutta la durata della restituzione del prestito.

La cessione del quinto infatti prevede che non si potrà eccedere dal quinto dello stipendio (o, in questo caso, pensione del richiedente). Gli verrà poi trattenuta la rata direttamente dal cedolino della pensione. Quindi è molto comoda come tipologia di prestito.

Con la cessione del quinto però si è costretti anche a sottoscrivere, obbligatoriamente, una polizza assicurativa sulla vita, soprattutto se si è pensionati e si ha una certa età. E’ una forma di tutela da parte dell’istituto di credito che in questo modo si sentirà più sereno e sicuro nel concedere il prestito.

I requisiti

Concludiamo il discorso sui prestiti INPDAP, parlando dei requisiti. Oltre ad essere stati dipendenti pubblici e dunque ora pensionati, bisogna anche essere iscritti alla Gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie e Sociali, detta Fondo credito.

I pensionati vi si possono iscrivere dal novembre 2007 e, per poter usufruire dei vantaggi dell’iscrizione tra cui appunto la possibilità di richiedere prestiti, bisogna versare un contributo pari allo 0,15% della pensione.

Se poi si percepisce una pensione mensile che è inferiore ai 600 euro lordi, allora si verrà esonerati dal dare il contributo.

La possibilità del prestito vitalizio ipotecario

L’anziano che percepisce la pensione di invalidità e che vorrebbe richiedere un prestito, potrebbe anche ricorrere, se ne ha i requisiti, al prestito vitalizio ipotecario.

Si tratta di un tipo di finanziamento destinato agli over 60 che possiedono un immobile residenziale. Si possono ricevere importi compresi tra il 15 e il 50% del valore dell’immobile (più sarà alta l’età del richiedente, più sarà alta anche la percentuale).

E’ caratterizzato dal fatto che, finchè si è in vita, non bisogna pagare nessuna rata. il pagamento scatterà al momento della morte e ricadrà sui propri eredi assieme agli interessi che nel frattempo sono maturati. Saranno gli eredi poi a decidere, in base alla loro disponibilità economica ed esigenze, a decidere se pagare il debito o mettere in vendita l’immobile per restituire il prestito avuto.