Prestiti facili per dipendenti Fiat: agevolazioni, proposte, tipologia di prestito

Il vantaggio di essere dei dipendenti è che, nella maggior parte dei casi, avete uno stipendio fisso e sicuro, e ciò facilita sicuramente la richiesta di un prestito (nonché la sua successiva approvazione e la velocità nel ricevere il denaro). Conosciamo bene la severità di determinate garanzie, ed essere un dipendente fisso aiuta di certo ogni passaggio.

Detto questo, però, ci sono aziende e aziende. In molti casi, infatti, richiedere un prestito può essere in qualche modo facilitato proprio dai vostri datori di lavoro, perché magari la vostra azienda ha delle sue specifiche offerte in relazione a questo. Il gruppo Fiat, ad esempio, è tra le aziende che sostiene le richieste dei suoi dipendenti in questa direzione, ma come funzionano questi prestiti? Quali sono i reali vantaggi e le loro caratteristiche? In questa guida cercheremo di affrontare l’argomento passo dopo passo, senza lasciare nulla indietro.

Prestiti Fiat ai dipendenti

Come abbiamo detto nell’introduzione, ogni azienda ha il suo piano finanziario per sostenere i propri dipendenti. Questo l’abbiamo capito, ma ai dipendenti conviene optare per soluzioni del genere? La risposta è sì e vediamo nel dettaglio il perché.

Sotto tanti punti di vista, i prestiti forniti dalle aziende ai singoli dipendenti sono molto vantaggiosi, e per vari motivi. Il primo è ovviamente legato all’azienda stessa. Se quest’ultima è molto grande, magari una multinazionale o un’azienda storica e ben salda sul mercato (come la Fiat, ad esempio), il prestito da lei fornito è stabile e non soffre di sbalzi finanziari.

Eccoci quindi al secondo punto a favore di questi prestiti: gli oneri e le spese. I famosi tassi d’interesse, che spesso risultano proprio i motivi principali che definiscono un prestito e i suoi vantaggi, nel caso che stiamo descrivendo sono molto interessanti e flessibili. Più l’azienda è solida, più il proprio contratto è in mano a una gestione ottimale, e più tutte le condizioni andranno a favore del richiedente. Sembra incredibile ma è proprio così.

Come funzionano?

Ora che abbiamo spiegato in linea di massima ciò che rende vantaggiosi questi prestiti, credo sia giunto il momento di discutere del come ottenerli e come funziona l’obbligatorio rimborso.

Ci sono determinati parametri che sono abbastanza noti per chi è del settore, ma per chi invece non è esperto, spesso possono risultare ostacoli alla comprensione. Veniamo a noi: come si ottengono questi prestiti? Se vengono forniti dalla propria azienda cosa si fa, si deve pagare una rata proprio ai datori di lavoro? Non esattamente.

In questi casi si parla di una specie di detrazione dallo stipendio. Detto in altri termini, è come se l’azienda che vi fornisce il prestito, una volta arrivato il giorno della paga, togliesse ogni volta una parte del denaro che vi spetta per risanare piano piano il prestito richiesto. Questa specie di prelevamento è la soluzione più adottata in generale, ma ce ne sono anche altre che però non sono spesso convenienti.

Detto questo, bisogna iniziare a parlare di denaro. Di che cifre stiamo parlando? Quanto posso chiedere in prestito? Questa è una questione decisamente spinosa, perché i fattori da cui dipende sono molteplici.

Innanzitutto dipende dall’azienda stessa, dalla sua potenza economica e dalla sua politica, poi sicuramente dipende dalle banche singole che erogano la somma richiesta. Non tutte sono così accondiscendenti, soprattutto se i contratti dei dipendenti non sono a lungo termine. Di conseguenza appare abbastanza chiaro che le somme non sempre sono altissime. Si può trattare di cinquemila così come di ventimila euro. Tutto sta nel capire bene che tipo di convenzioni sono in vigore e tutte le dinamiche che vi ho spiegato sopra.

Quali altre condizioni ci sono?

Da quello che abbiamo detto finora può quasi sembrare che basti essere un dipendente per avere diritto a un prestito. Be’, in realtà è spesso così, ma ci sono condizioni anche in questi casi, perciò non fatevi troppe illusioni.

Innanzitutto bisogna distinguere anche in questo caso la tipologia di prestito. Se il prestito è soggettivo, o personale, allora le cose cambiano di parecchio. Sì, perché in molti casi l’istituto di credito e l’azienda stessa studieranno il vostro profilo finanziario e fiscale, rendendosi conto se siete cattivi pagatori o no. Ci sarebbe anche un limite d’età, solitamente fissato tra i sessantacinque e i settant’anni.

Ma la vera prerogativa fondamentale riguarda perlopiù l’assicurazione che vi viene richiesta, che in certi casi è realmente obbligatoria. Nella maggior parte dei casi la vostra posizione non sarà in pericolo e riuscirete a pagare le rate senza alcun problema, ma se così non fosse? Se per qualsiasi motivo l’azienda decidesse di darvi il benservito? È evidente che i soldi del prestito sarebbero in bilico, ed è per questo che molte banche, prima di fornirvi la somma che vi serve, chiederanno che firmiate un’assicurazione che funga da garante in qualsiasi modo. Non possono di certo permettere che quei soldi non rientrino.