Prestiti facili per soggetti con pensione minima: guida completa e consigli

Indice dei contenuti

Per chi non lo sapesse, non tutte le pensioni sono uguali. In base alla posizione lavorativa ricoperta in passato, ovviamente, l’importo cambia e oscilla in maniera spesso importante. La vera chicca, però, è questa: qualche anno fa è stata varata una normativa che ha reso obbligatoria una soglia minima di pensione. In pratica si tratta di una cifra al di sotto della quale non si può andare: meno di quello, un pensionato non può prendere (perché la vita costerebbe di più rispetto a quello che percepisce)

Ecco, questo è il significato di pensione minima e la soglia fissata è di circa cinquecento euro. Ma qui il dubbio sorge spontaneo: pensionati di questo tipo possono in qualche modo accedere a qualche soluzione di prestito? Esiste una strada ben tracciata per loro?

Se avete in mente queste domande, in questa guida chiariremo ogni dubbio in merito e vedremo nel dettaglio tutto quello che c’è da sapere sui prestiti per persone con la pensione minima, analizzandone i possibili punti a favore e soprattutto le lungaggini per la stipula del contratto e il via libera del prestito.

Le soluzioni per chi ha la pensione minima

È forse il caso di partire dicendo una cosa ben precisa: i prestiti per chi usufruisce di una pensione minima sono sempre da tenere d’occhio. Si tratta di calcoli precisi ed equilibri precari, perché in ogni caso, qualsiasi soluzione si scelga di perseguire, non si deve mai scendere sotto i famosi cinquecento euro, anche a costo di rinunciare o non accettare il prestito.

Compreso questo, capirete bene quanto sia importante fare la scelta giusta e capire insieme alla banca qual è la soluzione migliore. Visto che siamo qui per illustrarvela, bisogna ammettere che la soluzione migliore sembra a tutti gli effetti quella che porta l’istituto bancario a trattenere una parte della vostra stessa pensione come garanzia.

Dati determinati calcoli, quando richiedete il prestito, il pagamento delle rate successive che serviranno per ripagarlo interamente sarà fondato proprio sulla vostra pensione, che viene leggermente limata a seconda di quanto prendete. Questa somma viene trasferita direttamente alla banca con cui avete stretto l’accordo, ed è così che andrete avanti fino all’estinzione del debito.

Oltre ad essere la via più battuta, è anche quella più comoda, perché di fatto voi non dovete pensare a niente. È come se ogni mese vi venisse prelevata una minima tassa, come equivalente della rata.

C’è da dire però che questa strada non è sempre così semplice. Prelevare una parte di una pensione già di per sé abbastanza bassa può essere un problema (e soprattutto non si può proprio fare). Qual è allora la cosa giusta? Vediamolo insieme.

Alternative quando non si raggiunge un accordo

Dato che non è sempre così facile buttarsi sulla soluzione di cui abbiamo parlato in precedenza, c’è invece da dire che nulla è perduto. Com’era facilmente pensabile, chi ha una pensione minima non ha solo una strada. C’è almeno un’altra alternativa valida.

In questo caso dobbiamo sempre partire dalle varie forme di garanzia che il cliente può offrire. Capita spesso, infatti, che al pensionato venga chiesto di fare un controllo sulle proprietà, perché la soluzione potrebbe venire proprio da queste ultime. Il problema della pensione minima sarebbe risolto, qualora voi aveste un bene immobile su cui fondare il prestito.

Come per tutti gli altri clienti, anche i non pensionati, possedere un immobile di qualunque tipo può spingere la banca a dare il via al processo che vi consegnerà la cifra richiesta, sempre che l’immobile possa in qualche modo essere poi ipotecato. È una soluzione comunque ad alto rischio, ma potrebbe essere l’unica che avete realmente.

I tempi di elaborazione e di erogazione

Vi ho parlato di questa alternativa per ultima, andando in ordine, per un motivo preciso e strettamente legato a un fattore non di poco conto: la tempistica. Perché se i prestiti comuni conosciamo bene quasi tutte le prerogative e quindi anche le tempistiche, funziona così anche per i prestiti per persone con la pensione minima? La domanda è più calzante che mai e qui vi daremo una risposta chiara.

Come ben saprete, forse, le tempistiche hanno molto da chiedere alle persone che consegneranno il prestito. Questi esperti, infatti, prima di trasferire i soldi sul vostro conto in banca devo fare tutta una serie di accertamenti, controlli e discussioni incentrate su due punti: siete o no affidabili? Quello che date in garanzia vale abbastanza da coprire il debito? Da questo dipende tutto il resto, e quindi anche il tempo reale che ci vorrà per farvi arrivare i soldi in tasca.

In genere, comunque, parlando di tempi veri e propri, non c’è una vera e propria linea standard. Possiamo dire con certezza che i tempi per questi prestiti non si distaccano da quelli che conosciamo tutti: possono allungarsi o meno a seconda dei vari accertamenti da fare, ma è abbastanza comune che si tratti di qualche giorno lavorativo.

Se non ci sono intoppi di alcun tipo o problematiche riguardo i calcoli sulla vostra pensione, il prestito vi arriverà in maniera veloce e sicura.

Consigli finali

Se qualcuno vi dovesse consigliare le chicche migliori sui prestiti per pensioni minime, quali sarebbero? Questo è un punto interessante. Come scegliere le soluzioni migliori? Cambiano da banca a banca? E soprattutto, potete effettivamente scegliere se fare affidamento sulla pensione o su un immobile?

C’è da dire innanzitutto che le offerte cambiano ovviamente da banca a banca, e c’è un criterio per scegliere quella che fa al caso vostro. In generale, comunque, vi consiglio di andare a guardare il tipo di tasso d’interesse e soprattutto le tempistiche di erogazione, che sono già abbastanza chiare fin dall’inizio, di solito.

Per quel che riguarda invece le soluzioni a vostra disposizione, è chiaro che ne avete il totale controllo. Siete voi a scegliere la soluzione che più si adegua alla vostra situazione economica, per cui non spaventatevi. Poi, se c’è qualcosa che non va bene o che non risulta accettabile, sarà eventualmente la banca a farvelo sapere e a spingervi verso un’altra direzione.