Prestito facile: quali spese fanno lievitare il Taeg?

Riguardo i prestiti si possono dire tante cose, la maggior parte delle quali relative ai vantaggi e agli svantaggi, i costi onerosi e le rendite sul lungo periodo. Spesso, però, parlando di prestiti, non si può evitare di confrontarsi con i tassi d’interesse. Se un po’ li conoscete, saprete anche che ne esistono due tipologie principali: il Tan e il Taeg.

È su quest’ultimo che ci concentreremo in questa guida per i lettori. In particolare, per aiutarvi ancora di più nella scelta del prestito, vogliamo parlare nello specifico di quelle condizioni singole che fanno lievitare letteralmente il Taeg. Quali sono le sue caratteristiche? E quando si alza a livello di costi?

Seguitemi in questo articolo e vedrete che, in un attimo, troveremo le soluzioni ad ogni tipo di preoccupazione sui tassi d’interessi.

Il Taeg: una sigla che va spiegata

Partire dalla spiegazione della sigla e del nome, quindi da cosa significa la parola Taeg, mi sembra d’obbligo. Il Tasso Annuo Effettivo Globale è il tasso d’interesse forse più conveniente che c’è, e i motivi sono tanti. Il primo, sicuramente, ha a che fare con la sua essenza principale.

Mi spiego meglio. Immagino sappiate che i tassi d’interesse servono a definire dei costi che si aggiungono alle rate da pagare per restituire i soldi presi in prestito. Questi tassi dipendono dal mercato e da tanti fattori che non starò qui ad elencare, perché troppo tecnici. Ecco, il Taeg, in qualità di tasso d’interesse, vi permette di sapere esattamente quanto saranno alti i vostri costi aggiuntivi sul prestito che avete richiesto.

Vedremo più tardi le distanze dal Tan, ma ora dovete solo sapere che scegliendo un prestito con Taeg potete avere ogni tipo di elemento per giudicare quello che vi attende quando arriverà la prima rata.

È chiaro ed evidente, quindi, che il Taeg non è un semplice tasso d’interesse relativo ai costi aggiuntivi, ma una vera e propria guida utile a farvi notare le eventuali falle e criticità dei prestiti che vi vengono proposti.

Cosa influisce sui costi?

Veniamo quindi alla cosa che più interessa i nostri lettori: quali sono le prerogative che possono alzare l’asticella dei costi di un prestito, e quindi alzare anche il Taeg? Beh, siccome sono parecchi, conviene andare con ordine.

Innanzitutto bisogna dire che tra una banca e l’altra c’è sempre una bella differenza. Per procedere in avanti con un prestito, infatti, le banche mettono in moto una vera e propria macchina produttiva. Bisogna controllare il passato del cliente, capire se è affidabile, calcolare le rate, e molto altro. Bene, tutto questo va pagato e ha quindi un costo. Ecco perché la prima cosa da tenere sott’occhio è quanto costa questa commissione, diciamo, per la banca di riferimento.

Secondariamente non può essere tralasciato un altro fattore decisivo: la somma che richiedete. Più è alta, infatti, e più è facile che gli interessi volino verso l’alto, toccando tetti mai visti prima.

Ovviamente, proseguendo con la trattazione, si deve tenere conto delle tasse che vengono applicate al prestito. Cioè, se un cliente ne richiede uno, è chiaro che di fronte alle somme prestate, vengono applicate delle tasse obbligatorie.

Infine, tanto per chiudere in bellezza, possono influire sui costi anche tutte quelle commissioni da pagare in maniera straordinaria. Se dovessi farvi un esempio, parlerei sicuramente dei vari premi per le banche, o per il professionista che vi ha convinto a prendere il prestito a determinate condizioni. Oppure, se avete intenzione di bloccare ogni tipo di trattativa, è chiaro che ormai avete fatto partire una macchina e, di conseguenza, quello che è stato fatto fino a quel momento va sempre pagato.

In cosa si distanzia col Tan?

Ora che abbiamo capito bene quanto sia facile far aumentare i tassi d’interesse, e nel nostro caso il Taeg, credo che sia necessario chiudere questa guida con un rapido excursus sulle differenze con l’altrettanto famoso Tan.

Intanto con il Tan siamo di fronte a un altro tipo di nomenclatura: si tratta di un Tasso Annuo Nominale (e non Effettivo). Che significa? Significa che, al contrario del Taeg, il Tan non ha racchiuso in sé ogni cosa da pagare. Quindi è un po’ un salto nel buio per il cliente.

C’è da sottolineare anche una cosa: il Tan dipende tantissimo dal mercato finanziario e dalla tipologia di prestito che si sottoscrive. Anche il Taeg, per carità, ma è molto meno volubile (è un po’ simile alla distanza che intercorre tra il fisso e il variabile).

Infine, a differenza del Taeg, difficilmente si usa il Tan per giudicare la validità di un prestito. Proprio perché mancano moltissimi costi aggiuntivi, il Tan vi servirà soltanto a comprendere l’ammontare dei costi sui pagamenti che vanno dal cliente alla banca per restituire i soldi prestati. Quindi, se siete di fronte a una scelta, è sempre meglio optare per il Taeg.