Quando conviene estinguere un prestito facile: consigli utili

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Quando si richiede un prestito, si andrà a concordare con l’istituto di credito che lo eroga un piano di ammortamento che solitamente consisterà nella restituzione del capitale con delle rate con scadenza mensile e a tassi di interessi, il più delle volte, fissi.

La durata del finanziamento può variare a seconda del contratto che si stipula, in generale, soprattutto quando si richiede un prestito personale, le rate da pagare andranno da un minimo di 12 ad un massimo si 120 mensilità.

Quando si chiede un prestito di una certa cifra (ad esempio 10mila euro) bisogna tenere conto che, su quell’importo prestato, andranno a maturare gli interessi, in particolare il TAN (tasso annuo nominale), che ogni anno si andranno a sommare tra loro.

Dunque la cifra che dovremo restituire non sarà più “solo” 10mila euro ma potrebbe raggiungere anche i 12mila euro se non di più, a seconda della durata della restituzione. Per questo alcune persone, se riescono, cercano di estinguere prima il prestito e dunque optare per la cosiddetta estinzione anticipata.

Cos’è l’estinzione anticipata

Con l’estinzione anticipata, il beneficiario di un prestito può rimborsare il suo debito, in maniera totale o parziale, prima dei termini fissati su contratto.

E’ un’opzione di cui potrà avvalersi in ogni momento e dovrà pagare sia quel che rimane del debito residuo sia tutti gli interessi maturati.

Di solito però si andrà a pagare una penale per aver chiuso prima il contratto. Si tratterà dell’1% del debito residuo, se è superiore ai 10mila euro e manca più di un anno allo scadere del contratto, scenderà allo 0,5% se invece mancherà un anno o anche meno.

La penale, in ogni caso, non dovrà superare, a livello di importi, gli interessi che il beneficiario deve ancora all’ente erogatore.

Non saranno richieste penali, invece, per importi di finanziamenti inferiori ai 10mila euro o se l’importo rimborsato corrisponde all’intero debito o se ci si avvale di una copertura assicurativa.

Perchè conviene estinguere prima il prestito

Perchè il debitore dovrebbe decidere di farsi estinguere prima il debito? Come abbiamo visto, infatti, si va comunque a pagare una penale.

Questo è vero. Ma, se ci pensate bene, si andrà a risparmiare di interessi che, ogni anno, vanno ad accumularsi sempre di più, aumentando così la cifra totale da restituire.

Se si opta per un rimborso non totale ma parziale, ci si dovrà di nuovo sedere a tavolino con l’ente erogatore per stabilire un nuovo piano di ammortamento che dovrà essere ricalcolato tenendo conto del debito che resta e a cui bisognerà applicare il tasso di interesse.

Ovviamente, ma è bene sottolinearlo, non si farà più riferimento agli interessi precedenti.

Il conteggio estintivo

Il cliente, prima di procedere con l’estinzione anticipata, dovrà farsi dare dalla banca o dalla finanziaria che gli ha erogato il prestito un documento chiamato conteggio estintivo.

Si tratta di un documento che va a indicare a quanto ammontano sia il debito residuo sia gli interessi che le spese legate alla chiusura del contratto. Servirà dunque al beneficiario del prestito per capire, effettivamente, quanto gli converrà estinguere prima il debito.

L’istituto di credito andrà a calcolare il debito residuo andando poi a sommare quegli interessi  relativi al periodo tra la data dell’ultimo pagamento e la data in cui si estinguerà il debito. Verranno poi calcolate la penale e le commissioni previste.

Quando conviene estinguere prima

Per prendere la decisione finale se procedere con l’estinzione anticipata oppure no, il beneficiario del prestito dovrà farsi bene i conti e i calcoli, con il conteggio estintivo in mano.

In linea generale, si ritiene conveniente andare fino in fondo con la procedura dell’estinzione anticipata quando si è all’inizio del rimborso del finanziamento. Invece, più si va avanti, più matureranno e si accumuleranno gli interessi. Dunque converrà sempre meno proseguire su questa strada.

La richiesta

Per chiedere l’estinzione anticipata del debito, dovrai contattare la tua banca o finanziaria, indicare i tuoi dati e quelli del tuo finanziamento e chiedere come poter procedere. E’ importante segnalare anche la data in cui vuoi che avvenga questa operazione.

La banca poi, una volta ricevuta la richiesta, preparerà il conteggio estintivo da trasmettere al cliente. Ormai la maggior parte delle operazioni avviene per via telematica, rendendo tutto più snello e veloce. Spesso si potrà avere la documentazione nella stessa giornata in cui si chiede l’estinzione e quindi procedere di conseguenza.

E’ importante poi farsi dare dalla banca un documento che attesti che è avvenuta l’estinzione del debito, per evitare incomprensioni varie ed eventuali con la Centrale Rischi.

Esempio calcolo

Facciamo un piccolo esempio concreto. Se abbiamo un debito di 20mila euro, lo andremo a restituire pagando una penale dell’1%. Dunque le spese di chiusura saranno di 200 euro che si aggiungeranno ai 20mila euro, ai tassi di interesse e alle altre spese di chiusura pratica.

Quindi andremo a pagare sicuro 20.200 euro. Per avvicinarci di più alla cifra totale, ci potremo avvalere di software di calcolo sul web, alcuni gratuiti, che ci agevoleranno nella scelta finale.

Come richiedere un prestito

Per richiedere un prestito ci si può rivolgere sia ad una banca che ad una finanziaria. Di solito le finanziarie, essendo più flessibili, sono preferite da coloro che non hanno solide garanzie come una busta paga e dunque hanno bisogno di maggiore ascolto e di un percorso personalizzato il più possibile.

Grazie al web, è ormai uso comune avvalersi di siti sia per confrontare i vari prestiti e le offerte del momento, sia proprio per richiedere un finanziamento, senza dunque neanche doversi muovere da casa.

E’ sempre più diffusa, soprattutto da parte dei giovani, chiedere un prestito online in quanto sono più veloci e comodi, spesso i tassi sono anche più vantaggiosi e le proposte più flessibili alle diverse esigenze.

La documentazione

Per richiedere un prestito, questa sarà la documentazione di base da presentare oppure da allegare, se si tratta di un prestito online:

  • documento di identità valido
  • codice fiscale o tessera sanitaria
  • documento che attesti il reddito (busta paga o Modello unico)

Coloro che sono sprovvisti di busta paga e hanno un reddito poco “convincente” agli occhi di un istituto di credito, potranno avvalersi di garanzie alternative come un Garante che gli faccia da fideiussore in caso di insolvenza oppure, se in possesso di un immobile, può optare per un prestito ipotecario.

In questi ultimi casi, bisognerò aggiungere alla documentazione di base anche i documenti del Garante, il quale dovrà anche lui sottoscrivere un contratto, o i documenti che attestano la proprietà dell’immobile da ipotecare.

Gli elementi del prestito

Per capire al meglio com’è fatto un prestito, è bene conoscere ed essere consapevoli dei suoi elementi base e cioè:

  • TAN
  • TAEG
  • capitale finanziato
  • importo
  • condizioni
  • rate
  • durata

La maggior parte dei prestiti prevendono la loro restituzione in rate costanti a tassi che possono essere fissi o variabili.

La durata del prestito anche è piuttosto flessibile. In media si considera circa 10 anni. Le persone pensano che sia meglio pagare rate più basse e spalmare su più anni possibili il debito da restituire. Ma in realtà ci sono da considerare i tassi che, di anno in anno, vanno ad accumularsi e dunque ad aumentare la cifra da restituire.

I tassi di interesse

Si intendono in particolare il TAN e il TAEG. Il TAN è l’interesse vero e proprio che si va a calcolare ogni anno sulla cifra prestata. Invece di essere pagato tutto in una volta, si andrà a ripartire nelle diverse rate mensili.

Il TAEG è invece una sorta di indicatore che indicherà il costo complessivo del debito, andando a considerare sia il TAN che le varie spese accessorie.